«Importante governare i processi e non subirli»

Alessandro Rondoni, già candidato sindaco a Forlì nel 2009, alle elezioni europee e alla presidenza della Regione Emilia-Romagna nel 2014, è di recente stato intervistato sul settimanale “il Momento” insieme al sindaco di Forlì, Davide Drei, nel focus di attualità sullo ius soli e sul disegno di legge, attualmente al vaglio del Parlamento, che punta a riformare le modalità di acquisizione della cittadinanza italiana. Intervenendo sul n. 35 del 12 ottobre del settimanale di cui è stato direttore per vent’anni, Rondoni ha dichiarato: «È importante governare i processi e non subirli, e giungere a una legge che crei le condizioni per un’integrazione senza accelerazioni o forzature. Il riconoscimento della cittadinanza deve essere temperato dallo ius culturae e non da automatismi». Rondoni, che ha affrontato l’argomento anche in Consiglio Comunale quando era capogruppo, ha aggiunto: «Il diritto di cittadinanza deve seguire un percorso di adozione dei valori e dei principi della Costituzione italiana. Le riforme sono necessarie ma lo è anche la prudenza, come ha chiesto il card. Bassetti, presidente della Cei». Ha poi sottolineato che c’è il rischio di «derive che potrebbero prendere le pance di molti italiani», che «l’Italia è schiacciata fra i flussi migratori, da controllare in Africa, e un’inconsistente politica comune europea» e che «una buona riforma deve essere anche applicabile e condivisa, per questo è pure auspicabile un voto parlamentare di larghe intese». Rondoni ha parlato di cittadinanza anche al Rondo Point, in uno dei recenti incontri con i cittadini. «Bisogna superare quel vuoto - ha detto - che rischierebbe di essere una mina vagante per intere generazioni di bambini nati in Italia, col rischio poi di derive che possono radicalizzarsi nel fanatismo e nel terrorismo». E ricordando i tanti viaggi missionari di don Francesco Ricci, dal quale ha imparato ad aprirsi alla diversità dei popoli e delle culture, ha detto: «Credo nella cultura dell’incontro e ne ho fatto anche uno stile di proposta politica. Da anni al Rondo Point incontro persone di ogni nazionalità perché conoscersi e conoscere è meglio che giudicarsi astrattamente. In questo incontro, che è una ricchezza, si apre così la possibilità di uno scambio, di una reciprocità, senza perdere la propria identità».

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